E anche quest’anno ho fatto venti: i venti dischi che ho amato e ascoltato di più nel 2024. Decretiamo il miglior pop possibile, alla ricerca della versione migliori di noi stessi, tra dischi del giorno e della notte. Tra cabaret, mascolinità tossica, dipendenze e rehab a suon di rap e rock, a tutto volume nella club culture e a tutta velocità verso la fine del mondo. Sono fughe elettroniche in foreste immaginifiche, ballate country esistenziali e tregue folk in boschi di pace, scogliere di libertà e portali metal verso mondi antichi e sconosciuti; e ancora planetari jazz e Amazzonia pura e poesia. Quale sarà il vostro prossimo viaggio?
1. Magdalena Bay – Imaginal Disk
«Divine digits, the nightmare lifts / It’s here, imaginal disk / Say hello, it’s you»
Se l’esordio deiMagdalena Bayera un’adolescente cameretta musicale nerd tappezzata di post-internet, conImaginal Diskil duo pop di Miami entra nell’età adulta, o nell’ossessiva ricerca della versione migliore di noi stessi, quella umana – alludendo, con il titolo, allabiologiadella metamorfosi. Un fantasmagorico concept tra pop psichedelico e sognante, funky spigoloso e morbidissimo e reminiscenze progressive – tra le influenze dichiarate spuntano nomi comeABBAeGenesis, basti ascoltare uno dei miei brani preferiti dell’anno,Cry For Me. Dopo l’ottimoMercurial World, già tra i miei dischi preferiti del2021, le ballate diMatt & Micasono ancora una volta uno dei migliori universi pop possibili.
2. Amaro Freitas – Y’Y
Il talentuoso pianista brasilianoAmaro Freitasmusica un viaggio tra la natale Recife e la foresta amazzonica, a contatto con la comunità indigena deiSateré Mawé– nel loro dialettoY’Y,eey-eh, eey-eh, significa proprio acqua, corso d’acqua. Nella prima parte del disco, Amaro fa propria la tradizione minimalista del pianoforte preparato, l’uso di strumenti a legno, in un distillato ipnotico e spirituale di Amazzonia pura, che trova coronamento nella bellissimaDança dos Martelos. La seconda parte invece, ricca di ospiti, crea una connessione con la comunità contemporanea avant jazz e sugella il concept del disco: l’impatto dell’uomo sull’uomo e sul nostro pianeta, tra decolonizzazione – anche sonora – e lotta al cambiamento climatico.
3. Geordie Greep – The New Sound
«When I tell you your pussy is holy / I want you to slap me and then kiss me / Make sure everybody’s watching, kiss me and then walk away»
Archiviata momentaneamente l’avventura con iBlack Midi,Geordie Greepvola in Brasile a registrareThe New Sound– che di nuovo non ha nulla, sia chiaro! Richiama le sonorità tra math rock e jazz del gruppo, aggiunge una dose di latin sound e accentua la veste da crooner con teatralità grottesca – a chiudere il disco, del resto, c’è una cover diSinatra. Un viaggio tra caffè fumosi, cabaret decadenti, night club, musei delle sofferenze umane, popolati da uomini disgustosi intrappolati in una spirale di mascolinità tossica, tra donne relegate a ruolo di oggetto o strumento di potere –cfr.il singolo dell’anno,Holy Holy. Pervaso da un profondo senso di inadeguatezza, evidente in altri brani comeAs If WaltzeThe Magician, il debutto solista diGreepè il disco rock dell’anno.
4. Charli XCX – BRAT
«I’m just living that life /Von Dutch, cult classic, but I still pop»
BRATè stato uno degli eventi musicali dell’anno, d’altrondeCharli XCXha sempre saputo cavalcare lo spirito delmemento, già dai tempi del bellissimo, nonché suo disco migliore,how I’m feeling now. Se nel 2020 c’era la voglia di fare baldoria durante il lockdown, trasformando la performance casalinga in un’esperienza globale, conBRATla festa è a360° e365giorni all’anno, con gli alti e bassi di questa vita sempre in evidenza; sfacciato, travolgente e introspettivo, è un imperdibile omaggio alla club culture in chiave pop, spinto a velocità massimalista; un’esperienza senza fine conclusasi, forse, con il disco di remix ricco di featuring che lo reinventa completamente, dove però trionfa la più fedele all’originaleGirl, so confusingconLorde.
5. Rafael Toral – Spectral Evolution
Pubblicato dalla rinata etichetta Moikai diJim O’Rourke, è il mio disco ambient drone dell’anno – anche se l’album dicembrino diFennesz,Mosaic, pubblicato sul finire del 2024 merita una menzione speciale.Spectral Evolutionè il disco che vede il ritorno della centralità della chitarra nella poetica dell’artista di LisbonaRafael Torale il punto di arrivo della sua sperimentazione negli anni con l’elettronica, strumenti inconsueti e autocostruiti, nonché la devozione per le dinamiche jazz. Tra paesaggi più ariosi e diradati e altri più organici, è un bellissimo viaggio sensoriale di quarantasette minuti diviso in dodici momenti intonato alla frequenza di 432 Hz, tra immaginifiche foreste umide, uccelli fantastici e remote galassie.
6. Crizin da Z.O. – Acelero
«Grammy latino ou luta armada? / Vai depender da disposição dessa garotada»
Terzo disco per il gruppo brasilianoCrizin da Z.O.– Crizin arriva dal membro del gruppo Cris, mentre Z.O. è il loro territorio, la zona ovest di Rio de Janeiro,Acelerosgasa a tutta velocità in un carnevale apocalittico, un crossover musicale martellante e ipnotico: tra funk carioca, pagodão baiano, rap, punk, industrial e chi più ne ha, più ne metta. Ma dove stiamo andando? E perché a tutta velocità? L’impatto con la fine del mondo e del linguaggio sembra essere imminente, ma esiste un’alternativa? Potremmo chiederlo aMark Fishere al suo Realismo Capitalista – «Hoje eu tô tipo Mark Fisher / Mas confesso que nem li». Un disco travolgente, urgente e politico che conquista dal primo ascolto con la sua miscela esplosiva.
7. Julia Holter – Something in the Room She Moves
«What is delicious? And what is omniscient? And what is the circular magic I’m visiting?»
Dopo lo strabordanteAviary, alcune OST e collaborazioni, da ultima quella insieme al compagnoTashi Wada,Something in the Room She Movesrappresenta la summa perfetta dell’universo diJulia Holter: tra pop sognante, jazz, ambient, musica da camera e avanguardia. È un disco fortemente influenzato dalla luce, che dà forma alle cose, dall’acqua, elemento vitale, nonché dalla recente maternità dell’artista; dalle lodi mattutine (Sun Girl) e l’incanto del giorno (latitle track), fino ai vespri che ammorbidiscono i contorni del mondo (Evening Mood) e infine la notte (Who Brings Me). Su tutte trionfa il singoloSpinning. Disco ciclico e vitale, tra sogno e veglia, ricerca d’ispirazione ePonyo, è la visione musicale art pop diJulia Holtergiunta a piena maturazione.
8. Nala Sinephro – Endlessness
Nala Sinephrotorna ad allestire spazi sonori spiritual jazz che sfondano i soffitti delle nostre stanze e delle nostre esistenze, nel seguito naturale e ideale del bellissimoSpace 1.8del 2021. Impossibile non partire citando il contributo grafico diDaniela YohanneseMaziyar Pahlevanche ci invita all’ascolto come fossimo distesi a pancia in su, in un planetario jazz. La compositrice di stanza a Londra, riunisce attorno a sé, la sua arpa e le sue tastiere:James Mollison,Morgan Simpson,Sheila Maurice-Grey,Nubya Garcia,Lyle Barton,Natcyet WakilieWonky Logic; ospiti che costellano di corpi celesti questa sua nuova galassia ambient jazz, tra arpeggi stellari e orchestre nebulose, in un continuum sonoro dove lasciarsi andare alla deriva.
9. Vampire Weekend – Only God Was Above Us
«We’re all the sons and daughters of vampires who drained the old world’s necks»
Only God Was Above Usè Il disco più bello deiVampire Weekend, o almeno il mio preferito. Il titolo è una citazione di uno dei superstiti dell’incidente aereoAloha Airlines Flight 243del 1988, che finì anche sulla prima pagina del New York Daily, così come immortalata dalla foto diSteven Siegelescelta per la copertina. L’attitudine sbarazzina degli esordi universitari convive appieno con la maturità, non mancano le felici intuizioni melodiche, i ritornelli efficacissimi e le influenze world che hanno reso unica la loro formula indie pop. Dal punto di vista tematico, il quinto disco del gruppo di NY affronta principalmente gli scontri generazionali. Da dove iniziare? DaClassical,tra i singoli preferiti dell’anno – «how the Cruel, with time, becomes classical».
10. Adrianne Lenker – Bright Future
«We could see the sadness as a gift and still / Feel too heavy to hold»
C’è un puro talento inAdrianne Lenker, che sia in compagnia dei suoiBig Thiefo qui in solitaria al suo sesto disco. InBright Future, siamo subito avvolti dal calore del suo songwriting, sarà anche merito della registrazione in analogico. Un raccolta di canzoni che mostrano la versatilità della cantautrice americana, dove ciascuno troverà le sue preferite. Le mie?Sadness As a Gifte la chiusura affidata aRuined, rispettivamente il gioiello country e ballata strappalacrime dell’anno. A compendio, un EP su Bandcamp,i won’t let go of your hand, i cui ricavi andranno tutti al Palestine Children’s Relief Fund, e la partecipazione alla corposa compilationTRAИƧA– a sensibilizzare sull’esistenza e sulle tensioni quotidiane affrontate dalla comunità transgender e non-binary.
11. Blood Incantation – Absolute Elsewhere
Il suono death metal del gruppo di Denver decolla verso galassie space e progressive, traTangerine Dream– presenti nelle vesti diThorsten Quaeschning– e l’immanenza deiPink Floyd.Absolute Elsewhereè il disco metal dell’anno anche per i non assidui al genere, complice la bellissimaThe Stargate [Tablet I]che contiene l’assolo che farebbe felice ogni riccardone nel 2024.
12. Dillom – Por cesárea
Il rap ispanofono sta andando alla grande da anni e tra le sorprese di questo 2024, troviamo il secondo disco del giovane argentinoDillom.Por cesáreaè un bellissimo disco che racconta del declino di un uomo instabile: traumi passati, pensieri intrusivi e tossicità nei rapporti, tra sonorità rap dalle tinte horrorcore –Últimamente, la migliore – e pop rock –Ciudad de la paz,Buenos tiempos.
13. Arooj Aftab – Night Reign
Il premio indiscusso di disco della notte quest’anno va aArooj Aftab– anche se merita una menzione specialeOn the LipsdiMolly Lewische fischietta per noi.Night Reignè un disco ammaliante tra standard jazz, poesie urdu e ghazal, che vive proprio nel cuore delle ore più buie, anche là fuori; non resta che il desiderio, perché non cominciare ad appagarlo conAey Nehin?
14. Nadine Shah – Filthy Underneath
Gli anni che ci separano dal precedente disco diNadine Shah, sono stati piuttosto turbolenti per lei: tra il lutto della madre, il divorzio, le dipendenze, il tentativo di suicidio e il rehab.Filthy Underneathinvece di nascondere lo sporco, lo butta fuori in un disco art rock gotico, con echi post-punk; tra autocritica e umorismo per il suo disco più eclettico che segna la sua rinascita.
15. Haley Heynderickx – Seed of a Seed
Haley Heynderickxtorna con un secondo disco di dieci canzoni tra folk ora viscerale, ora arioso, ed echi di american primitivism –cfr.John Faheycitato tra le tracce. La nostra stabilità quotidiana bombardata da troppi stimoli, brutte notizie e la necessità ogni tanto di perdersi in un bosco, sia esso fisico o musicale, di assoluta pace e bellezza.Seed of a Seedallora, è il disco folk perfetto.
16. Willi Carlisle – Critterland
Critterlandè il migliorWilli Carlisle: un raccoglitore di storie e di creature marginalizzate in un songwriting legato alle radici dell’americana, ma con una penna in grado di lasciare il segno; sarà la scelta di trasferirsi in uno sperduto Arkansas per insegnare e, tra le altre cose, studiare musica e poesia, o la lente queer attraverso la quale guarda il mondo – «Drove 200 miles for six inches of love»
17. Cassandra Jenkins – My Light, My Destroyer
Rinvigorita dal successo del precedenteAn Overview on Phenomenal Nature,Cassandra Jenkinstorna con tredici tracce tra sophisti-pop e rock. La sensibilità nell’osservazione del mondo attorno è il punto di partenza del suo songwriting, dal particolare aMy Light, My Destroyer: un bellissimo disco cinematografico sull’infinita ciclicità delle nostre esperienze quotidiane.
18. Emmy Curl – Pastoral
Ogni viaggio per me è anche ricerca musicale e accanto alla riscoperta di classici, amo scovare nuovi talenti. E così, tra le scogliere dell’Algarve, mi sono imbattuto nel disco diEmmy Curl.Pastoraltramanda la dimensione agreste del folk portoghese attraverso svolazzi di pop fiabeschi e meditazioni jazz, tra unomaggioaJosé Afonso, l’irresistibileMirandumeMudança.
19. Rema – HEIS
DopoRave & Rosese il successo diCalm Down,il rapper nigerianoRema, al suo secondo disco, abbraccia sonorità più dark e, banger dopo banger, incesella un irresistibile disco afrobeats. Basterebbe la doppietta iniziale diMarch AMeAzamanper creare dipendenza da questi drumming irresistibili. Undici tracce senza skip, vero dissing verso altri rapper prolissi –HEHEHE.
20. Ὁπλίτης – Παραμαινομένη
Zhenyang Liu, qui dietro il monikerHoplites, studia lingue antiche a Parigi e canta in greco antico; scelta estetica, sì, ma anche un simpatico escamotage per poter eludere la censura in patria, la Cina. Basterebbe questa premessa per spingersi all’ascolto di uno dei dischi metal dell’anno,Paramainomeni; ostico, sì, one man band, tra avanguardia, free sax, folk e l’amore per Euripide e Saffo.
Appendice, o delle mie 20 canzoni preferite del 2024:
- Geordie Greep –Holy, Holy
- Magdalena Bay –Cry For Me
- Adrianne Lenker –Sadness As a Gift
- Charli XCX –Von Dutch
- Cindy Lee –Diamond Jubilee
- Vampire Weekend –Classical
- FKA twigs –Eusexa
- Julia Holter –Spinning
- Chappell Roan –Good Luck, Babe!
- Fontaines D.C. –Favourite
- Johnny Blue Skies –One For the Road
- Jessica Pratt –Life Is
- Arooj Aftab –Aey Nehin
- Kali Uchis –Diosa
- Nadine Shah –Greatest Dancer
- Dillom –Últimamente
- Mach-Hommy –POLITikle
- Molly Lewis –Cocosette
- Xiu Xiu –Common Loom
- The Cure –Endsong
