La playlist della settimana in libera associazione di idee, suoni e visioni.
Kelis – “Emancipate“
♬ Emancipate yourself emancipate yourself emancipate yourself emancipate yourself … ♬ Fingiamo che sia la sigla d’apertura, tanto di Kelis ne ho già parlato tanto.
Beck, Bat for Lashes – “Let’s Get Lost“
Il signor Hansen mi sembra un po’ in crisi d’ispirazione e voci che lo vogliono sul prossimo disco della Natasha Khan non sono confortanti, soprattutto se questo è il risultato, carina eh. Carina. Twilight rimane una porcata con soundtracks carine e utili/inutili, indie for dummies.
Kanye West – “Power“
West guarda dall’alto tutti i suoi colleghi che bazzicano nel mainstream a stelle e strisce, in cambio riceve appellativi da marciapiede. Nell’ultimo singolo ci piazza i King Crimson (inglesi), nel 2006 erano i Daft Punk (francesi). Chi ha orecchie per intendere intenda, altrimenti ci sono per approfondimenti.
Mathew Jonson – “When Love Feels Like Crying“
Quanto di meglio possa offrire la minimal techno, pentolone in cui la noia è dietro l’angolo. Qui nonostante i minuti siano 11 non c’è nemmeno l’ombra, della noia. C’è da dire che non parliamo di un pincotechno qualunque ma di Mathew Jonson – magari noto ai più per i Cobblestone Jazz – giunto al primo LP.
The Chemical Brothers – “Horse Power“
Li ho sempre considerati spacciati da diversi dischi. Bene, i fratelli chimici sono tornati con qualcosina da dire. Oltre al primo singolo mi ha colpito molto questa cavalcata tra ketamina e rave, sulla falsa riga delle produzioni di casa Prodigy feat. Deutschland anni ‘70.
Vex’d – “Nails“
Il dubstep è definitivamente morto. Le ceneri svolazzano e precipitano mischiate ai diversi generi che popolano l’universo musicale. Qui c’è una simbiosi a tinte industrial. Alza il volume, inizia la distruzione. (Nine Inch) Nails.
Bachi da Pietra – “Ofelia“
La sensibilità del random. Non ascoltavo questo pezzo da diversi anni e devo dire che mi mancava(no). Intercapedine. ♬ Riempi il vuoto e svuota ♬ MP3