ciscoteque

un blog in libera associazione di idee, suoni e visioni.

50 canzoni del 2015

Dal sempiterno britpop, alla stagione R&B, tra tradizione e produttori d’avanguardia, un tocco di classica, i piaceri mainstream, morire a Los Angeles o delle ragazze insonni, pugni di pietra e folate di chitarre che si spengono in un oceano di roots americane, esplosive come gli ombrelloni il 4 di luglio, e poi settembre, del narcoswing e sentori jazz abbinati al caffè, canzoni che si ascoltano a Porta Venezia, dove conoscere me stesso, i firewall, attenti al gender, le discriminazioni di ogni tipo, questa è la mia preghiera. Sorry, ma non ne facciamo un dramma, fai partire un groove micidiale, ritornelli appiccicosi,alright,alright, un rave party, della grime mutante su ricordi euro dance o suona le campane a festa, perché questa è la prima parte del mio 2015 musicale: 50 canzoni – sempre per libera associazione di idee, suoni e visioni – quelle che hanno segnato il mio anno, e per tutte le altre ecco per voi la playlist su spotify, in attesa di svelare i miei dischi e videoclip preferiti.

Swim Deep - One Great Song and I Can Change the World1. Swim Deep – OneGreat Song and I Can Change the World

Gli ambasciatori delfeel good o le meravigliebritpopda Birmingham, sentirsi immensi sprofondando in unacanzonee sognare tutte le copertine. L’alternativa è la fantastica chiusura in otto minuti di “Fueiho Boogie“, tra motoring,madchesterebreakbeat.

Kelela - Rewind2. KelelaRewind

Dal mixtape del 2013 ad oggi sono cambiate tante cose per Kelela, ma non la voglia di sperimentare nuove forme diR&Bappoggiandosi a produttori d’avanguardia. Il 2015 è anche il suo “Hallucinogen EP”, fate un bel “Rewind” per prepararvi al debutto ufficiale.

Viet Cong - Continental Shelf3. Viet CongContinental Shelf

Un riff semplice, chitarre dilaniate che si rincorrono come folate labirintiche, incanalando tutta la rabbia urlata di Matt Flegel e poi, a sorpresa, uno squisito risvolto più solare su atmosfere tamburellanti. Per me è ilsingolopost punk dell’anno.

Lana Del Rey - Terrence Loves You4. Lana Del ReyTerrence Loves You

Da un disco estremamente noir come “Honeymoon”, una delle cose più belle scritte daLana Del Rey, vero e proprio rifugio dell’abbandono, tra l’alienazione, il tipico umore blu dai lievi sentori jazz e la preziosa citazione del Major Tom di David Bowie.

A$AP Rocky

5. A$AP RockyL$D

“Love x $ex x Dreams”: la traccia manifesto del corso amorevolmente lisergico di Rocky, sulla scia delnarcoswingdiLana Del Rey, anche in un bellissimovideo co-diretto con Dexter Navy, dove sul finale arriva “Excuse Me”, squisitezza hip pop.

Miguel - Coffee6. MiguelCoffee

A proposito della sensualitàR&Bfatta musica, se Miguel non vi conquista con l’iniziale «I wish I could paint our love» o ilvideoclip ufficiale, allora non so come altro convincervi a prendere uno splendido caffè con il losangelino.

Alabama Shakes - Don't Wanna Fight7. Alabama Shakes –Don’t Wanna Fight

Una pioggia di nomination ai#GRAMMYs, gliAlabama Shakes, insieme a “Future People” e “Give Me All Your Love“, ci consegnano tre ottimi singoli di sano rock influenzato dalle rootsamericane, guidati dalla voce urgente di Brittany Howard.

IOSONOUNCANE - Die8. IOSONOUNCANE – Stormi

Fosse stato davvero un singolo estivo, per le radio, all’ombra degli ombrelloni, i ficus magnolioides e i grattacieli – e invece. Jacopo Incani, molto amato dalla critica quest’anno, è l’autore delpezzo italiano dell’anno, un neo battistiano da cantare.

Sufjan Stevens - Carrie & Lowell9. Sufjan Stevens –Fourth of July

“Carrie & Lowell”, un disco che elabora il lutto della madre, un brano sulle conversazioni dal letto d’ospedale: oscillazioni riverberate, un timido piano e poi tutta la semplicità disarmante dell’universo diSufjan Stevens. Da lasciare senza parole.

Justin Bieber - Sorry10. Justin Bieber – Sorry

Prendiamo “What Do You Mean?“, “Sorry” e “Where Are Ü Now“, quest’annoJustin Bieberha lasciato il segno in ambito mainstream; si aggiungano anche le coccole gossip aSelena Gomez, così da inserire anche la sua bellissima “Good For You” e via.

Drake - Know Yourself11. Drake – Know Yourself

Ok, re dei meme 2015 grazie all’appiccicosa “Hotline Bling” (con relativi haters curati preventivamente da “Energy” e il suo videoclip), ma il flow più bello diDrakeè “Know Yourself“, sul minimalismo del beat co-prodotto, tra gli altri, da Boi-1da.

Jamie xx - Gosh12. Jamie xx – Gosh

La degna sostituita di “All Under One Roof Raving“, con la sua apertura satura di UK rave hardcore; poi quando a metà si apre, il prisma svela tutti i colori della musica di Jamie xx – non a caso scelti come titolo del disco, “In Colour”. Il videoclipspacey.

Oneohtrix Point Never - Garden of Delete13. Oneohtrix Point Never – Sticky Drama

Accompagnato da uno splendidovideorealizzato insieme a Jon Rafman, “Sticky Drama” è la traccia manifesto dell’ultimo disco diDaniel Lopatin, tra elettronica progressive e attitudine pop hardcore filtrata dal web. La colonna sonora deiLARPers.

Stella Maris14. БГ & Robert Wyatt– Stella Maris

Una bellissima invocazione, vera e propria preghiera, o se preferite canto dei marinai pronti a salpare, tra il russo di Boris Grebenščikove, i lamenti, il corno e la cornetta di Robert Wyatte il latino, tra reminiscenze progressive e quartetto d’archi.

FKA twigs - In Time15. FKA twigs –In Time

Regina del 2014, anche quest’annoFKA twigsha deciso di non passare inosservata grazie al suo “M3LL155X“; forte di un percorso molto personale, anche quando si alternano i produttori, la ragazza ha le idee molto chiare sulla sua musica.

HEALTH - Stonefist16. HEALTH – STONEFIST

Rigorosamente in MAIUSCOLO, come l’urgenza della loro musica, vero a proprio pugno di pietra dai livelli molto saturi e abrasivi, gliHEALTHdanno alle stampe ilsingolodesiderosamente pop, e direi che la missione è compiuta.

M¥SS KETA - Le ragazze di Porta Venezia17. M¥SS KETALe ragazze di Porta Venezia

Dopo il “Burqa di Gucci“,M¥SS KETA sorprende per davvero e ci delizia con unpezzobellissimo in compagnia delle ragazze diPorta Venezia– complice una videografia sempre al top. E da ultima arriva una “Bling Bling“, in compagnia di Lorenzo Senni.

Lakker - Tundra18. Lakker – Pylon

Il duo irlandese al debutto vero e proprio quest’anno con “Tundra”, tra gli infiniti soundscapes di eredità techno ricoperti da una fitta coltre di ghiaccio; tra tutte colpisce molto questanenia oscurissima, con tanto di stupende campane imbrattate a festa.

LA Priest19. LA Priest – Oino

Frontman degli straordinari e compianti Late of the Pier,Sam Eastgateritorna con il suo debutto solista; in “Oino” ripropone l’imprevidibilità delle sue progressioni, vintage q.b. senza essere nostalgico, fa ancora centro e conquista con un groove micidiale.

David Bowie - Blackstar20. David Bowie – Blackstar

In linea con le tinte jazzy di “Sue (Or in a Season of Crime)” e “‘Tis a Pity She Was a Whore“, due splendidi episodi rilasciati l’anno scorso, e che insieme andranno a comporre l’imminente e attesissimo disco, ★. Ilvideoclipdiretto da Johan Renck.

Tame Impala - Let It Happen21. Tame Impala – Let It Happen

Una valigia di ottimi singoli per “Currents” deiTame Impala, corredati anche da squisiti videoclip, come quello di “Let It Happen” diretto daDavid Wilson: accettare la sorte, le catastrofi aeree proprio prima dell’estate, per augurare buone vacanze a tutti.

Bilderbuch - Softdrink22. Bilderbuch –Softdrink

Prendi uncommentosu youtube che poi finisce nel disco, utente innamorato di “Softdrink” nonostante il tedesco; e noi con lui, sorprendendoci a canticchiare «Coca Cola, Fanta, Sprite, 7UP, Pepsi, alright», ma sempre a dieta di zuccheri.

Unknown Mortal Orchestra - Multi-Love23. Unknown Mortal Orchestra – Multi-Love

Multi-Love” è la seria candidata ad inno per coloro che credono e praticano il poliamore,in sostanza un patchwork sonoro lo-fi che conquista dal primo ascolto, grazie alla semplicità del falsetto diRuban Nielsone il frizzante risvoltino psych disco.

New Order - Tutti Frutti24. New OrderTutti Frutti(feat.Elly Jackson)

Il ritorno inatteso dell’anno: impossibile resistere a brani come “Plastic“, “Singularity” e il fascino di sinistro di “Stray Dog“, ma su tutte, ovviamente, ilkitsch mon amourdi “Tutti Frutti” in compagnia diElly Jackson. La miarecensionedi “Music Complete”.

Foals 25. FoalsA Knife in the Ocean

Insieme al primo singolo “What Went Down“, “A Knife in the Ocean” rappresenta i Foalsal vertice delle possibilità, del loro rock viscerale, come testimonianza di una delle migliori band inglesi, soprattutto live. Illyric video realizzato da Leif Podhajsky.

Ibeyi Ibeyi26. Ibeyi – Ghosts

Ghosts” sprigiona in forma contemporanea tutta la forza della tradizione Yoruba delle gemelle franco cubane, umori ritratti nel videoclip di Ed Morris. Da recuperare anche “Weatherman“, a proposito degli incontri speciali, come la miaintervistaalleIbeyi.

Peace Happy People27. Peace –Happy People

Insieme agliSwim Deep, alfieri di un rinnovato amore per il sempiternobritpop, altri ambasciatori del feel good, seppur leggermente turbati dalla felicità sperperata; lieve idiosincrasia di fondo, riff di chitarre efficacissimo, amore a non finire.

Kurt Vile - Pretty Pumpin28. Kurt Vile –Pretty Pimpin

L’Americana diKurt Vile, a spasso per gli States con un bagaglio di storie e panni sporchi, ma con una voce rasserenante, sicura, quasi sapesse di avere tra le mani il suo disco definitivo. Lo specchio del lunedì, del martedì, del mercoledì e della domenica.

Courtney Barnett - Pedestrian at Best29. Courtney Barnett – Pedestrian at Best

Se “Depreston” sta molto bene con Kurt Vile, è vero che “Pedestrian at Best” rappresenta meglio la mole di ritornelli appiccicosi proposti nel disco di Courtney Barnett, tra i migliori della stagione rock, quelli da portarsi a letto e bere con il caffè.

Björk - Vulnicura30. Björk – Black Lake

Nuova linfa creativa dettata dall’abbandono, in un vero e proprio processo lenitivo esasperato. In “Black Lake”,video impeccabile diHuang, è allestito un soliloquio d’archi dove fa capolino la palpitante assistenza diArca. La miarecensionedi “Vulnicura”.

Kendrick Lamar - The Blacker the Berry31. Kendrick Lamar – The Blacker the Berry

Nel disco più acclamato dell’anno (continuo a preferire “good kid, m.A.A.d city”), non si può rimanere indifferenti di fronte a “The Blacker the Berry“, co-prodotta, tra gli altri, daBoi-1dae con i suoi rimandi al romanzo omonimo di Wallace Thurman.

The Weeknd - Can't Feel My Face32. The Weeknd –Can’t Feel My Face

Strano svegliarsi un mattina d’estate e ritrovarsiThe Weeknd per tutte le radio italiane, con il suo singolo cesellato insieme a Max Martin: un R&B sensuale, dedito al piacere, nella sua ambigua natura tra l’elogio delle droghe e le linee del corpo femminile.

Carly Rae Jaspen - Run Away With Me33. Carly Ray Jaspen – Run Away With Me

La carenza in ambito pop quest’anno è stata in parte colmata dalle E•MO•TIONdiCarly Ray Jaspen, seppur in sordina dopo “Call Me Maybe“, grazie anche a questa “Run Away With Me” scritta e prodotta, tra gli altri, con ShellbackeMattman & Robin.

Vince Staples - Summertime34. Vince Staples – Summertime

All’interno di un debutto davvero convincente, la mia preferita è finita per diventare latracciache dà il titolo al doppio disco, posta a chiusura del primo; prodotta daClams Casino, mostra unVince Staples che rallenta il flow, fatto a pezzi dall’amore.

Laura Marling - False Hope35. Laura Marling –False Hope

To Die in L.A.“, come cantano iLower Dens, una città dove non trovare pace, e sonno, le liturgie notturne della Marling, una delle ragazze insonni dell’anno in compagnia dell’amica Marika Hackman, insieme in “Animal Fear“. La miaintervistaaLaura Marling.

DiMartino - Un paese ci vuole36. DiMartino –I calendari(feat. Cristina Donà)

Delle vacanze settembrine, quelle attardate, magari nel mezzogiorno, con un pizzico di pioggia, gli ombrelloni chiusi, il vento e la radio che canta gli impegni incombenti. Nel ritorno non procrastinabile, settembre ha ufficialmente una nuova colonna sonora.

Andrea Nardinocchi - L'unica semplice37. Andrea Nardinocchi – L’unica semplice

Gli strani numeri del pop italiano doveAndrea Nardinocchinon trova grandi bacini d’apprezzamento, buffo perché a questo singolo non manca proprio nulla per colpire a segno e conquistare proprio tutti. Ilvideoclip, ritorno al futuro, di Danxzen.

Timbre - Sun & Moon38. Timbre – Night Girl: Nycteris Sees the Sun

Parte di un ambizioso progetto dell’arpista e cantautrice di Nashville, quello di conciliare musica classica con l’universo folk, “Night Girl: Nycteris Sees the Sun” è una delle gemme contenute nel doppio e maestoso “Sun & Moon”, «And if I burn, I’ll burn».

Jazmine Sullivan - Mascara39. Jazmine Sullivan – Mascara

Una delle voci più belle e cromatiche della stagioneR&B, molto più tradizionale nelle sonorità rispetto alle citate KelelaeFKA twigs. “Let It Burn” è in lizza ai#GRAMMYscome migliore canzone R&B, ma la mia preferita (per fare la spesa) è “Mascara“.

Visionist - Safe40. Visionist –Vfeccted

A proposito di grime mutante e firewall come rifugi dalle minacce esterne, dove in realtà non c’è protezione nemmeno quando si accenna a sicuri ricordieurodance, come le sonorità di Strict Facein “Alice (Remix)” o “Into Stone“. La miarecensionedi “Safe”.

Floating Points - Silhouettes (I, II, III)41. Floating Points – Silhouettes (I, II, III)

Se siete amanti di un certo minimalismo alla Reich, delle infinite correnti del post rock che vanno a lambire soprattutto rivi jazz, di un lirismo accecante e in conclusione di un timido levare dub, allora “Silhouettes” è la suite fatta su misura per voi, davvero.

Grimes - Flesh Without Blood

42. GrimesFlesh Without Blood

L’universo pop diGrimesè come un tumblr esploso di volumi e produzioni sballate, altrimenti pronte per i grandi numeri. A fine anno ci portiamo sicuramente in classifica il primo singolo e relativo videoclip, in odor diMaria Antonietta viaSofia Coppola.

Benjamine Clementine London43. Benjamine Clementine –London

La storia diBenjamine Clementineormai la conosciamo tutti. Homeless parigino, ma londinese d’azione, vincitore quest’anno del prestigiosoMercury Prizecon il suo disco di debutto “At Least for Now”. Una delle voci più belle e intense dell’anno.

Torres - Sprinter44. TorresSprinter

Tra le rocker del 2015 vale la pena anche ricordare Torres, lo faccio con il singolo “Sprinter” che dà anche il nome al suo secondo disco, un ottimo ritornello che rallenta l’andamento e resta, le sue memorie di una fede imposta, la fuga e poi la libertà.

Joanna Newsom - Divers45. Joanna Newsom – Sapokanikan

Sempre distante dalle scene, la cantautrice sembra assumere sembianze più umane rispetto al passato, ben due video quest’anno: i paesaggi acquatici di Kim Keeverin “Divers” e la passeggiata newyorkese di “Sapokanikan“, di fronte allamdp diPTA.

SOPHIE - VYZEE

46. SOPHIE – VYZEE

Samuel Longdiviso tra labubblegum bass,high pitch, hi-tech, UK Bass, estetica grime e pronto a svelare un campionario oggettuale in odor diMatmos. In “VYZEE” c’è ilcrazy and then popdiSOPHIE. La miarecensionedi “Product” su Tsinoshibar.

Hot Chip - Need You Know47. Hot Chip – Need You Know

Una pista da ballo confidenziale, vero paradiso perduto che tutti accoglie e nessuno giudica. In “Need You Now”, insieme al suo interessantevideodiretto daShynola,Alexis Taylorè perso in segmenti surreali, chi non è perso è la musica degli Hot Chip.

ZHU Genesis Series48. ZHU –Automatic(feat. AlunaGeorge)

Conosciuto grazie al remixdella “West Coast” diLana Del Rey, molto meglio di altrettanti ufficiali,ZHUrilascia sei singoli a nome “Genesis Series”, dove spicca, per amor personale, quello in compagnia degliAlunaGeorge. E i Disclosure?

Empress Of How Do You Do It49. Empress Of – How Do You Do It

La storia la conosciamo, Lorely si ritira in totale isolamento per comporre il suo “Me”, ma come possa aver composto una “How Do You Do It” in solitaria mi riesce davvero difficile da capire, allora io, per solidarietà, mi metto in un angolo e la ballo da solo.

Le1f - Riot Boy50. Le1f – Taxi

Accostato per semplicità alla scenaqueerdiNew York, il rapper esordisce ufficialmente con “Riot Boy”, dove la mia preferita è “Taxi” (prodotta da Supreme Cuts): le discriminazioni vissute sulla propria pelle, tra passato e presente. L’intervista a Le1f.